Brandon Boyd Waterstone PiccadillyCari Incufans, ecco a voi il report dell'incontro con Brandon Boyd al Waterstone di Londra inviatoci dalla nostra Incufriend Giulia Larturo, che ringraziamo. Buona lettura!


Un'emozione incredibile quella che abbiamo provato nel pomeriggio nuvoloso di Londra. Tutti pronti con So the Echo in mano fresco di stampa.
 
Ore 15:00. L'incontro con Brandon Boyd è fissato per le 17.00 ma noi, Incufan intrepidi, ci presentiamo al Waterstone di Piccadilly Circus con due ore d'anticipo. Vogliamo riuscire a strappargli qualche dichiarazione prima di tutti. Il nostro eroe però da buona (non) star che è si presenta con piccolo ritardo. Una folla di avidi compratori di libri ed estimatori della buona musica lo attende, pronta a inondarlo delle domande più varie.
 
Ore 17:40. Brandon Boyd si siede sulla traballante sedia di fronte ad un pubblico di rockers in delirio. Saluta con un timido “Hello everybody! What’up?” e mentre la platea bisbiglia, BB inizia con un semplice preludio “Sono in giro con la mia nuova band Sons of the Sea e ci stiamo divertendo molto! E’ sempre gratificante iniziare un nuovo percorso e mettersi alla prova nella vita…”. Poi, proprio mentre ci aspettiamo un bel racconto sul nuovo progetto So the Echo, Brandon chiede chi di noi abbia delle domande…e qui inizia il gioco.

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Ore 18:00. L’auditorio inizia con le sue domande: “Dove hai comprato i calzini?”, “Cosa consigli di dar da mangiare a un cocker francese?” ma le domande più interessanti sono “Quale tecnica preferisci usare nelle tue opere?”, “Che tipo di materiali scegli?”, “Ti piace la pittura ad olio?” e Brandon risponde di amare tutti i tipi di tele, tutti i tipi di inchiostri…ma di non essersi mai azzardato a provare l’olio su tela. “E’ una tecnica molto difficile da usare, mi affascina…mi madre, che è un’artista, la usava quando ero piccolo e ne ricordo l’odore…”.
 
Ore 18:15. La domanda dell’Incubus Italia Group arriva finalmente “Brandon, quando tornerai a suonare in Italia? E cosa è successo la settimana scorsa all’aeroporto di Malpensa?” Alla prima domanda BB risponde che tornerà prestissimo a suonare nel nostro paese…e noi italiani innalziamo anche il grido di “Vieni a trovarci, da noi si mangia bene!” e divaga un po’ sulle varie complicanze che incontra nel fissare le date al di fuori degli Stati Uniti. Alla domanda sull’esperienza all’Aeroporto di Malpensa (il riferimento è alla foto di un gatto urlante postata su Instagram dopo la breve apparizione a radio DeeJay il 17/02/2014) Brandon risponde che è rimasto sconvolto dalla disorganizzazione italiana: nell’aeroporto non si riesce mai a trovare nessuno, non si capiscono le indicazioni e quando si deve fare qualcosa, si fa in ritardo…come non capirlo!

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Ore 18:30. Scade il nostro tempo con Brandon che ci saluta con un abbraccio virtuale e ci attende tutti seduto dietro ad un tavolino nero per gli autografi. Una volta davanti, parla del più e del meno, scherza…è uno di noi.
 
E’ stata una bellissima esperienza che ci ha concesso di conoscere da vicino un cantante, un artista, un essere umano con i piedi per terra, le mani fatate e la voce d’angelo.
 
Da rifare!
 
Un abbraccio a tutti gli Incufriends!

Video realizzato da Giulia durante l'incontro con Brandon

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