Bentrovati Incufriends. In questo nuovo appuntamento con Incubus Time Machine vi parliamo di 'If Not Now, When?', l'ultimo lavoro (per il momento) della nostra amata band, uscito nel 2011, della sua travagliata pubblicazione e delle reazioni dei fans alle nuove sonorità scelte per l'album. Buona lettura!

Il Luglio di tre anni fa vide il ritorno in pompa magna dei nostri amati Incubus: dopo un’attesa durata ben cinque anni (‘Light Grenades’ era uscito nel 2006) i nostri pubblicarono ‘IF Not Now, When?’, album che, sotto molti aspetti, è stato una vera e propria linea di demarcazione nella vita della band.

Brandon Boyd Milano 2011La campagna commerciale organizzata da Steve Rennie per l’occasione fu gigantesca: in primis venne lanciato l’Incubus World Headquarters, sito ufficiale con tanto di social network annesso che consentì agli Incufans sparsi per il mondo di avere un punto di ritrovo comune, e lo stesso Steve lavorò moltissimo per regalare ai fans un’esperienza nuova, interagendo con loro tramite i mitici Morning Briefing ed organizzando una serie di esclusivi Live, trasmessi in streaming in modo da poter raggiungere il maggior numero di fans possibile e dove la band suonò interi album, eseguendo brani che non si sentivano live da un pezzo.

L’uscita dell’album, prevista per il 12 Luglio, fu funestata, a tre mesi dalla data ufficiale di pubblicazione, dall’apparizione in rete di una copia pirata che sarebbe stata trafugata dai server della Sony. La band ovviamente non prese molto bene questa cosa e, tra un’accusa più o meno velata all’etichetta con cui erano arrivati a fine contratto, decise comunque di pubblicare l’album, cosa che dopo l’accaduto non davano più tanto per scontata a dire di Brandon in un’intervista dello scorso novembre.

L’album, come dicevamo nell’introduzione, fu una vera linea di demarcazione su più fronti: nella vita della band, tra i fans e nel loro sound.
Nella vita della band perché, come detto prima, fu l’ultimo album pubblicato per la Sony Epic, la cui presenza ormai era diventata troppo ingombrante. La pressione dell’etichetta fu particolarmente pesante nei confronti di questo lavoro, cosa questa che probabilmente influì sul risultato finale.
I fans poi rimasero inizialmente disorientati da questo nuovo disco: c’era chi plaudeva il coraggio di avventurarsi verso sonorità che viravano decisamente verso il pop e chi invece inorridiva di fronte a questa svolta, rimpiangendo i bei tempi andati di S.C.I.E.N.C.E. e Make Yourself.

Chi vi scrive vi dice schiettamente che c’ha messo un bel po’ di tempo per digerire ‘If Not Now, When?’, giungendo alla conclusione che alla fine non è quel disastro che si era immaginato dopo i primi ascolti. Certo l’andamento generale del disco è molto tranquillo, lontano anni luce dai lavori precedenti, e la mia mente lo paragona alla quiete di cui hai bisogno quando devi prendere decisioni importanti. Mancano poi brani dal ritmo serrato (eccezion fatta per 'Switchblade') e, soprattutto, si sente la mancanza degli eclettici riff di chitarra di Mike, che di solito conferivano delle particolari sonorità alle canzoni del gruppo.
Molti dei brani, comunque, sono sorprendentemente solidi quando vengono eseguiti dal vivo: personalmente sono rimasto molto sorpreso da ‘In The Company Of Wolves’ e ‘Tomorrow’s Food’, molto ipnotiche e suggestive, mentre invece ’Defiance’ mi sembra molto un brano buttato così a caso nel mezzo.

 L’album, il terzo prodotto con la collaborazione di Brendan O’Brien, esordì direttamente alla seconda posizione della Billboard Top 10 grazie alle 80.000 copie vendute nei primi sette giorni. Nelle successive settimane, però, le vendite calarono paurosamente, e infatti 18 settimane dopo la sua pubblicazione l’album aveva venduto solamente 179.000 copie (che, facendo due rapidi conti, sono meno di 6.000 copie a settimana). L’ultimo dato ufficioso, risalente a 10 mesi fa e rivelato da Steve Rennie su Reddit, parlava di approssimativamente 600.000 copie vendute a livello mondiale.
 
Ed ora qualche curiosità sull’album:

  • È l’unico album della band (escludendo Fungus Amongus) a non aver ottenuto nessuna certificazione oro o platino da parte della RIAA (ovvero non è riuscito ad arrivare al milione di copie vendute)
  • Molte persone, tra cui alcuni giornalisti che scrissero articoli sul disco, pensano erroneamente che il nome dell’album riprenda la traduzione inglese del titolo del libro di Primo Levi, ‘Se non ora, quando?’. In realtà il titolo dell’album riprende un passo di un discorso fatto dal Rabbino Hillel: "If I am not for myself, who will be? And when I am for myself, what am 'I'? And if not now, when?”

Vi lasciamo con la playlist che abbiamo creato per voi, che contiene tutti gli spettacoli Live dell'HQ. Buona visione!!
 

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