gli Incubus ricevono il Walk the Talk AwardUn nuovo riconoscimento ha coronato gli sforzi ambientalistici degli Incubus, il “Walk the Talk” Award, ritirato da Brandon e soci il 15 maggio al gala “Bring Back the Beach” organizzato dalla fondazione Heal the Bay e tenutosi al Jonathan Beach Club di Santa Monica. Ogni anno, la Heal the Bay premia coloro che hanno supportato generosamente i loro programmi di protezione dell’ambiente marino. Tra i premiati non potevano mancare gli Incubus, da sempre grandi attivisti ambientali, che hanno concesso tempo e fondi alla  fondazione, dedicandosi ad incoraggiare fan e supporter nella protezione delle risorse naturali.


La Make Yourself Foundation, creata dagli Incubus ben 10 anni fa per supportare e aiutare concretamente varie organizzazioni mondiali, ha contribuito con  generose donazioni all’opera di ripulimento delle spiagge e degli oceani da rifiuti e detriti plastici, da sempre punto focale dell’ideologia della Heal the Bay. Si sa che gli Incubus non sono nuovi a questo genere di  riconoscimenti, è infatti, del 2013 la loro nomina a  Environmentalists of the Year concessagli dalla SIMA (Surf Industry Manufacturers Association).  Grazie alla MYF gli Incubus hanno potuto sostenere molteplici cause ambientalistiche che stanno particolarmente a cuore al gruppo cercando  di aumentare tra i loro fan una coscienza critica verso il rispetto per gli oceani e le altre risorse ambientali. 

In occasione dei festeggiamenti annuali organizzati dalla Heal the Bay, Brandon Boyd è stato nominato Heal the Bay Hero per una settimana. Durante una visita al Pier Aquarium della Heal the Bay a Santa Monica, ha rilasciato un’intervista in cui il filo conduttore era la protezione degli oceani, qualcosa di molto caro a tutti gli appassionati di surf come lui. 
D: Perché l’oceano è così importante per te?
B: l’oceano ha una grandissima importanza nella mia vita, mi ha cresciuto. La spiaggia è stata essenzialmente la mia baby sitter. Il mio incanto è iniziato prima di surfare. Mi piaceva esplorare la totalità di ciò che vedevo e degli odori che sentivo nelle pozze lasciate dalle maree. Quando iniziai a fare surf, cominciai a notare che c’erano volte in cui non potevo entrare in acqua a causa dell’inquinamento. Io e i miei amici ci saremmo potuti intossicare e le ferite si sarebbero potute infettare. Tutto ciò ha approfondito il nostro interesse per quello che stava succedendo. Capii che ciò dentro il quale giocavamo, da cui prendevamo in prestito il nostro divertimento, non era poi una risorsa così invincibile e inesauribile. Aveva bisogno del nostro aiuto. 
L’oceano ci aveva dato talmente tanto divertimento e così tante avventure ed esercizio e comunione con la natura. Il minimo che potevo fare era informarmi riguardo quello che stava succedendo e cercare di informare le altre persone sulla sua potenziale fragilità.
D: Perché dovremmo preoccuparci della salute dell’oceano?
B: E’ strano trattare un posto da cui si prende il proprio sostentamento e divertimento e spiritualità come se fosse una toilette. C’è una generale mancanza di consapevolezza al riguardo. Lo vediamo come qualcosa di talmente grande e vasto che non ci sembra possibile poterlo danneggiare.  Lo abbiamo segnato/ammaccato…non rimarrà una risorsa sostenibile ancora per molto, ha veramente bisogno della nostra attenzione e la gente deve essere educata al suo rispetto. 
D: Come possiamo aiutare l’oceano?
B: Si potrebbe iniziare dalle piccole cose. Buttare via i mozziconi di sigaretta che rappresentano il principale tipo di rifiuto nelle spiagge. È incredibile da vedere…camminare lungo la spiaggia dopo un temporale e vedere sulla linea del bagnasciuga mozziconi e plastica invece che conchiglie. Vederlo mi fa soffrire. Minimizza l’uso della plastica. Smaltisci in modo appropriato l’olio del motore, non buttandolo nelle caditoie che riversano nell’acqua. Usa una sciccosa borsa riutilizzabile, sembrerai davvero cool, e ti sentirai anche bene! Qualcosa che ognuno di noi può fare se si vive vicino alle spiagge è organizzare una pulizia delle spiagge con la comunità. È davvero divertente uscire con amici e vicini e passeggiare nelle spiagge ripulendole dalla spazzatura e dalla plastica. Incoraggio ognuno di voi… a farne un’abitudine. È stupendo e ti fa stare bene. (Ne facciamo una questo sabato!)
D: Parlaci della scelta della Make Yourself Foundation di collaborazione con Heal the Bay.
B: Gli Incubus sono cresciuti in queste zone, amando l’oceano, surfando. Abbiamo iniziato a collaborare con Heal the Bay perché sembrava la cosa più giusta da fare. Ci piaceva l’idea che Heal the Bay sentisse così profondamente quello che provavamo anche noi. Sta diventando sempre più disastrosa la questione di ripulire i nostri oceani e sviluppare una coscienza al riguardo. È qualcosa di cui si deve continuare a parlare.

Fonte: articolo originale

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