Il nostro Brandon di recente è stato intervistato dal sito Papercity, dove ha parlato del suo essere artista a 360 gradi, dei progetti futuri con gli Incubus ed in solitario e di mostre proiettate nei sogni della gente! Buona lettura!

 
Intervistatore: Preferisci che i tuoi fans pensino che tu sia un musicista, un artista, uno scrittore o una combinazione delle tre cose?
Brandon: È già bello sapere che mi pensano! Se volessi essere avido e far si che la gente punti la sua attenzione su di me, mi piacerebbe che venissi visto come un artista multimediale.

I: Stai lavorando su nuove opere oppure sei totalmente preso dalla musica?
B: Negli ultimi anni ho scoperto che, quando arriva l’ispirazione musicale, di norma è accompagnata da un flusso di output visivi. I flussi non discriminano, loro…fluiscono e basta.

I: Ti senti più a tuo agio a lavorare a casa, per strada, da solo o in studio?
B: Ho imparato a fare le cose nelle più disparate circostanze, anche se quando sono a casa e sono in un’atmosfera concentrata  riesco a scrivere musica più coerentemente. Quando invece sono in viaggio mi sento più ispirato a livello di arti visive.

I: Come ti senti ad essere una persona che crea per vivere?
B: Benedetto. L’ho fatto gratis per molto tempo, ed il fatto che ci sia gente a cui i miei lavori piacciono così tanto che è disposta a pagare per vederli mi entusiasma molto.

I: Speri che i tuoi lavori artistici vengano osservati con occhio critico?
B: Sarebbe bello se le mie opere avessero una chance di uscire dall’ombra di quello che le ha precedute. Le persone, però, fanno delle scelte molto strane in fatto di gusti artistici. È come se il mondo dell’arte fosse governato da poche persone che decidono cosa deve essere visto e comprato. Lo stesso si può dire dell’ambiente musicale, ma gli Incubus si sono sempre mossi al di fuori di questi “governanti”,  non curandosi di cosa fosse figo o importante in un dato periodo. Così, alla fine, chi sono io per arrabbiarmi se moltissime persone scoprono le mie opere d’arte solo perché già apprezzano gli altri tipi di arte che creo?
 


I: C’è una galleria in cui sogni di esporre i tuoi quadri?
B: Proiettati virtualmente nei sogni delle persone in alta definizione 3D tramite una iniezione sottocutanea composta da un nano-zip drive con sopra installata un’intelligenza artificiale, una blanda dose di ayahuasca (una bevanda allucinogena utilizzata dai popoli amazzonici e andini) e due parti di amore. Potrebbero quindi interagire con le opere in sogno mantenendo un 85% di lucidità. Il restante 15% sarebbe un fattore caotico dove le opere potrebbero interagire e/o sedurre il sognatore. L’assicurazione di responsabilità su questo progetto sarebbe comica, ma sarebbe un modo interessante di raggiungere le persone in uno stato mentale concentrato e predisposto all’assorbimento di emozioni e concetti. Stavo scherzando, ma ora che l’ho detto ad alta voce non ne sono più così sicuro.

I: II tuo curriculum è lungo e variegato. Come fanno mostre ed incontri d’arte ad informare sulla tua musica e viceversa?
B: Ogni progetto, evento, concerto ed interazione con i fans mi rendono sempre meno spaventato. La paura di essere terribile mi ha trattenuto per molto tempo. Ho poi scoperto che più lavoro circondato da amore meno ho paura, così  il mio stato mentale cambia e mi sento molto più felice.

I: Pensi di scrivere nuova musica in progetti paralleli agli Incubus?
B: Si. Gli Incubus sono i miei partner per la vita, ma abbiamo degli accordi.

I: Cosa c’è nel tuo futuro e in quello della band?
B: Con gli Incubus stiamo attualmente lavorando su Trust Fall (Side B), di cui i fans potrebbero cominciare ad ascoltare qualcosa verso la fine dell’anno. Sto poi lavorando su quello che sarà il mio quarto libro. Gli ultimi due anni sono stati veramente prolifici a livello creativo e non vedo l’ora di condividere quello che sto preparando.

Fonte: articolo originale
 

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